Questa notte, tra il 24 e il 25 febbraio, ma di otto anni fa, Roma ancora non sapeva che stava per perdere uno dei più grandi esponenti della cinematografia d'autore. La morte sarebbe stata provocata da complicazioni broncopolmonari conseguenti alla grave malattia che lo aveva colpito negli ultimi mesi e su cui era mantenuto il massimo riserbo. Aveva 82 anni. L'ottuagenario di cui parlo è stato sindaco di Roma per un giorno, Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte (alla memoria), decine di riconoscimenti in ambito cinematografico e amatissimo da milioni di persone.
Lui è stato lui, e noi... beh... se sapete continuare questa frase avrete capito che il mio saluto e pensiero va ad Alberto. Alberto Sordi. Capace di essere figlio di un'Italia del dopoguerra, padre dei giovani ribelli degli anni 70, e nonno di chi come me è cresciuto negli anni 90. Il cinico Marchese del Grillo, l'arrivista dott. Guido Tersilli, lo sfrontato Nando Mericoni, lo scettico Roberto Razzi, l'inflessibile Otello Celletti, l'antiquario gentleman Dante Fontana, l'avaro Don Arpagone, il tassista Pietro Marchetti, l'avvocato Giangiacomo Pigna Corelli Inselci... potrei continuare fino allo sfinimento, 150 film come attore e 19 come regista non sono proprio una passeggiata. Attore multifaccia, ha sempre preso in giro l'italiano medio, esasperandone i modi e i pensieri, ma sempre centrando le sue debolezze, le sue fissazioni ed evidenziandone le paure. Uomo genuino, sempre trasparente e mai artefatto, rievoca nell'immaginario comune la figura del compagnone. Nato a Trastevere, ha sempre interpretato la romanità come segno distintivo della sua cultura. A conferma di questo, raccontò un giorno un piccolo aneddoto al Maurizio Costanzo Show. Durante la frequenza dell'Accademia dei Filodrammatici di Milano, l'insegnante di dizione lo chiamò in disparte e gli disse: «Lei dice guèra, ma si dice guèrra». Lui rispose: «Me se strigne 'a gola a di' guèrra». Verrà espulso, proprio a causa della sua dizione dialettale e il diploma lo otterrà in seguito, come privatista.
Come dimenticare il suo sorriso, la sua voce calda, il suo carisma e la sua bravura sovrannaturale? Non si può, non si deve...
Grazie Alberto, per tutto quello che hai fatto e raccontato, per le risate e per i pianti, per i momenti di leggerezza e per quelli impegnati, per essere stato TE... Fino alla fine...
Ciao Alberto....
Grazie Alberto, per tutto quello che hai fatto e raccontato, per le risate e per i pianti, per i momenti di leggerezza e per quelli impegnati, per essere stato TE... Fino alla fine...
Ciao Alberto....

