''Saluto il grande coraggio del mio grande amico Silvio Berlusconi''. Con queste parole il leader libico Muammar Gheddafi ha aperto stasera il suo discorso con accanto il premier Silvio Berlusconi alle celebrazioni in corso alla caserma dei carabinieri 'Salvo D'Acquisto' per il secondo anniversario del Trattato di Amicizia italo-libico. [...]
Per ''fermare'' l'immigrazione clandestina ''la Libia, sostenuta dall'Italia, chiede all'Europa almeno 5 miliardi di euro all'anno'': e' nell'interesse dell'Europa stessa, che altrimenti ''un domani, davanti a milioni di immigrati che avanzano, potrebbe diventare Africa''. Lo ha affermato il leader libico Muammar Gheddafi con accanto il premier Silvio Berlusconi.[...]
fonte Ansa.it 30 agosto, 2010
Questo accadeva nemmeno un anno fà...
(ANSA) - ROMA, 19 FEB 2011- 'No, non l'ho sentito. La situazione e' in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno': cosi' il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se avesse avuto modo di sentire il leader libico, Muammar Gheddafi, in queste ore, aggiungendo anche di ritenere che Ben Ali sia vivo...
Ieri 22 febbraio, finalmente, il nostro Presidente del Consiglio ha rotto gli indugi... ha preso il coraggio a due mani, e ha deciso di "disturbare" il suo grande amico, occupatissimo ad "accollare" all'Europa e all'Occidente le colpe della guerra civile libica e a sopprimere "drogati e mercenari esterni" con i suoi caccia.
Non sono state rilasciate dichiarazioni riguardo la telefonata, ma dalla Libia fanno sapere che il raìs ha tranquillizzato Silvio, dicendogli che va tutto bene.
Infatti la conta dei morti è salita a più di mille, meglio di così... si muore...
Grande atto di responsabilità comunque del nostro premier, che oltre a chiedere informazioni sul meteo di Tripoli, ha anche rispedito al mittente (Gheddafi) le accuse mosse nei confronti dell'Italia, che la vedevano come come uno degli stati che ha dotato il popolo libico di missili anticarro...
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, e basta con questi fotomontaggi di gente (drogata) che muore, la verità viene raccontata dalle tv libiche, dice il raìs (mi ricorda qualcuno, ma non mi viene in mente) e non è quello che tutto il mondo fa vedere. Per quanto sono folkloristici questi ragazzi libici, scavano fosse comuni....
Si legge dal Corriere della Sera: "Sulla situazione a Tripoli il titolare della Farnesina ha riferito alla Camera. Chiarendo prima di ogni altra cosa che sui rapporti Italia-Libia, il nostro Paese ha fatto in passato «quel che doveva fare» e fa oggi «quello che deve fare». «C'è un limite e di fronte a quello che sta accadendo non possiamo non levare la nostra voce» ha sottolineato Frattini, ricordando che la politica estera italiana verso «un Paese che occupa una posizione strategica nel Mediterraneo ha seguito una linea di continuità dagli inizi degli anni '90, con i governi Dini, D'Alema, Prodi e Berlusconi»".
E' stato superato il limite! Bravo Frattini, che a dire il vero preferisco quando fa il vignettista, ma bravo! Qualcuno finalmente, se n'è accorto... Dopo i mille morti scatta la tirata d'orecchie, anche perchè altrimenti all'UE cosa raccontiamo? Che abbiamo grandissimi interessi da proteggere tipo un'autostrada da 3 milioni di dollari? Non sò, aziende gigantesche come ENI e UNICREDIT a grande partecipazione libica? E poi, scusate ma quei famosi 5 miliardi di dollari che ci sono stati dilazionati a 200 milioni l'anno per 25 anni (rinomata la magnanimità del raìs) per fare pace con la Libia? Che li diamo a fare se poi non siamo "amichetti"?!?
Il New York Times, famosissimo giornale di propaganda, nella persona di Roger Cohen ieri scriveva: [...]“La dice lunga sulla miserabile risposta europea alla Primavera Araba il fatto che il personale contributo del Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi agli affari Nord Africani – nella relazione sessuale con una giovane marocchina chiamata Ruby – vinca il premio come performance più abbietta. Ma anche il suo Ministro degli Esteri Franco Frattini non scherza, quando, di fronte alla rivolta in Tunisia dice che la priorità è arginare il fondamentalismo islamico e il terrorismo.”[...]
Ma il problema è molto più radicato... molto più preoccupante... è quello che si pensa in giro...


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